Psicologa e Psicoterapeuta a Treviso

Parlare della morte con i bambini e ragazzi

Le persone in generale preferiscono non parlare della morte, evitare l'argomento ci fa pensare, a volte, che non esista. In realtà è proprio affrontandolo che impariamo a soffrirne meno, a mantenere vivi il ricordo e la storia di chi non c'è più.

Parlare di morte, significa parlare della vita nel suo significato più profondo... Dare valore all'amore, alle persone, agli eventi, ai piccoli momenti quotidiani.

Tutti abbiamo affrontato alcune perdite da piccoli: di un animaletto, di  un nonno o di un parente... Abbiamo sentito nel cuore il sentimento doloroso della perdita, del "non c'è più".

Tanto più è stata una perdita improvvisa a cui non siamo stati preparati o di cui non abbiamo avuto poi una risposta ai nostri perchè, tanto più può essere stata angosciante e disorientante.

Inoltre il bambino (ed anche l'adulto) quando muore una persona cara, si attribuisce la colpa di averle risposto male, di aver combinato marachelle o azioni che abbiano contribuito al suo dolore. 

Quando un bambino/ragazzo percepisce che l'adulto farebbe volentieri a meno di rispondere a certe domande, smette di farle, ma crescerà con i suoi interrogativi, le sue paure.

Per questo è fondamentale parlarne, non solo quando capitano gli eventi spiacevoli, ma in ottica preventiva, così il figlio sarà più "forte" quando sentirà parlare di questo argomento o si troverà ad affrontarlo, più o meno da vicino. Vi indico in seguito alcune modalità che spero possano esservi utili.

 COME RISPONDERE AD ALCUNE DOMANDE:

- parlate della morte come un evento collegato al ciclo di vita (dalla nascita alla vecchiaia, proprio come le stagioni);

- spiegate che cos'è un incidente e una malattia rispettando l'età del bambino/ragazzo in modo semplice ma non troppo!

- evitate quanto possibile di dire "Aveva mal di schiena/mal di testa/ mal di pancia" senza spiegarne la reale causa... altrimenti se avrete voi o il bambino stesso questi malesseri si sentirà preoccupato o addirittura angosciato;

- esistono alcuni libri, cartoni e filmati specifici per fasce d'età molto utili per affrontare con serenità la tematica e le varie emozioni collegate al lutto. 

Alcuni, fatti molto bene, piacciono molti ai bambini, ai ragazzi ed anche ai grandi. Se non avete libri o cartoni a portata di mano, potrebbero aiutarvi questi SUGGERIMENTI:

- collocate le persone che muoiono in una stella, in un pianeta,  se siete credenti in Paradiso e sempre nel cuore;

- evitate le bugie tipo "è partito per un viaggio" "o "è via per lavoro", perchè vi chiederà quando torna o di poterci parlare per telefono, inoltre si sentirà tradito quando scoprirà la verità e penserà di non essere abbastanza forte per poter digerire quest'argomento, dato che glielo avete nascosto;

- favorite un "dialogo" con le persone che sono mancate, nominatele di tanto in tanto e festeggiate le ricorrenze; date valore ai ricordi;

- se è venuta a mancare una persona partecipate se possibile al funerale, portate dei disegni o semplicemente un fiore in cimitero; 

- rispettate e accompagnate il figlio nella rabbia, nella tristezza, nella paura ... dicendogli "puoi essere triste tutte le volte che vuoi", oppure se inizialmente si chiude a riccio, rispettate il suo dolore, facendogli capire che gli siete vicini e siete disponibili quando vorrà... 

Sappiamo quanto preziose siano le persone che rispettano i nostri tempi e che allo stesso tempo ci fanno sentire la loro vicinanza!

- se piange o vi commuovete assieme, non negatelo e non nascondetevi fa parte del sentimento che vi lega alla persona che manca;

- autorizzatevi a vivere il vostro personale lutto, senza negarlo, senza dovervi mostrare per forza forti e sorridenti quando avreste solo voglia di piangere o di urlare.

Quando si verifica la morte di un genitore, il figlio subisce un lutto molto grande, viene a mancare una fonte di protezione, amore, sicurezza.. inoltre vive un doppio lutto perchè in quel periodo "perde" momentaneamente l'altro genitore, che a sua volta è alle prese con un dolore molto grande, ovvero la perdita di un coniuge/compagno.

Nel caso in cui il lutto riguardi un nonno/nonna, per un bambino non dimentichiamoci che a mancare è la mamma o il papà dei suoi genitori, nel caso di uno zio/a un fratello o una sorella per la mamma o il papà.

Una rete di sostegno è un aiuto fondamentale.

La vicinanza è l'unica prospettiva per cui la perdita non è solo disperazione (M. Andolfi).