L'impatto psicologico delle sfide in Tik Tok e nei Social tra bambini ed adolescenti

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Al giorno d'oggi, in molti Social Network ed applicazioni (Tik Tok non è la sola), tra i minorenni circolano video e contenuti non adatti alla loro fragile età: sfide estreme riguardanti la resistenza fisica, l'aspetto fisico, la sessualità esibita, fino ad arrivare a gesti estremi come il suicidio... 

E' vero che il rischio ed il desiderio di mettersi alla prova fa parte dell'età adolescenziale e che alla base di certi "agiti" suicidari c'è una fragilità personale, un vuoto affettivo, relazionale, sociale... ma è anche vero che, da sempre, esistono alcuni paletti necessari per crescere: ad esempio il bollino rosso o il cartello VIETATO AI MINORI DI 18 anni/16 anni/13 anni e che spesso, da bambini e da ragazzi, ci incuriosivano. In internet un divieto di questo tipo è fittizio, facilmente aggirabile, anche dai più piccoli. 

On-line non esiste più quel CONFINE imprescindibile tra ADULTO E ADOLESCENTE e tra ADULTO E BAMBINO. Certe esperienze e certi temi è importante affrontarli quando i bambini sono pronti psicologicamente, confortati da un adulto presente, interessato e disposto a parlarne, rispettandone l'età, sia nella quotidianità che nel web. La mente di un bambino è differente a 6 anni, a 10 anni e a 16 anni da adolescente, pronto per alcune esperienze e stimoli, per altri no.

Un dato molto grave, collegato all'utilizzo degli strumenti digitali, è che si sta drasticamente abbassando l'età della sessualità esibita e delle sfide sulla morte: iniziamo a sentire che riguardano anche bambini di 10-12 anni.

Di questi avvenimenti tristi e terribili che ci colpiscono profondamente, noi adulti ne veniamo a conoscenza perché li LEGGIAMO O SENTIAMO dai notiziari, mentre i bambini e i ragazzi li possono VEDERE O RIPRENDERE IN DIRETTA, OGNI GIORNO, se in possesso di smartphone o di un dispositivo collegato ad internet. 

Queste sfide sono presenti nei Social e nelle app più in voga, dove i bambini hanno milioni di connessioni e follower ma spesso sono terribilmente soli di fronte a questi temi.

In questo lungo periodo di restrizioni sociali, non si può negare l'importanza e centralità dei mezzi di comunicazione nell'accorciare le distanze come strumenti di socializzazione.

Se da un lato è difficile tenere i figli lontani dalla realtà virtuale, dall'altro i genitori devono essere informati rispetto ai contenuti che vi circolano, in modo da non lasciare i figli soli, senza controllo e/o senza filtri mentre utilizzano un cellulare/tablet, verificandone l'utilizzo ed i contenuti e soprattutto dedicando ogni giorno del tempo all'ascolto e al dialogo.